28/dic/2009

Beatles o Rolling Stones?



L’altro giorno qualcuno ha tirato fuori questa questione, che ciclicamente nella vita mi si ripete.
Tipo Mac o PC, maionese o ketchup, panettone o pandoro.

Si, va bene. Fin qui la scelta è permessa e tollerabile.

Ma su Beatles o Rolling Stones io proprio mi indigno.
E’ che la risposta è una sola, cacchio, no?!?!

24/dic/2009

Sbalzi ormonatalizi.


Saranno gli sbalzi ormonali che mi fanno andare su e giù con l'umore oggi - vigilia di Natale?
Che un minuto c'ho voglia e il minuto dopo impreco.

Comunque, se passate di qua, auguri.

23/dic/2009

I blog delle piccole cose



Sarà per una questione di empatia, sarà perché a me mi piacciono le piccole cose, tanto da farne una filosofia di vita, sarà perché la troppa arguzia mi spaventa, chissà ancor mai perchè… ma io adoro i blog semplici, quelli che magari non sono seguiti da 3 milioni di utenti. Mi piacciono le piccole cazzate che fanno sorridere, i pensierini sparsi, i mezzi dialoghi con sè stessi, lo stupore vergine di chi scrive, le riflessioni anche senza senso, quei meravigliosi voli pindarici che a volte non portano da nessuna parte, i semplici pareri politici, i confronti spontanei.

Sono tutte quelle piccole cose lì che trasformano una giornata normale in un ricettacolo di piccole cose.

La mia piccola cosa di oggi è che ho sognato di essere in un calesse con Anna Karenina e il mio collega burbero d’ufficio. Non so micca cosa ci facevamo tutti e tre su un calesse nel 1890, ma mi sono svegliata ridendo.
Se non è una piccola cosa questa…

21/dic/2009

Bossanova a -8°



Ma come mi piacciono i contrasti della vita, oh signore.
Stamattina nell'abitacolo della mia macchina, che si chiama Zoe Amarena - perchè io do un nome a tutto - c'è stato un party brasilero.
Mentre fuori la via Emilia appariva bianca come il bianconiglio di Alice, io mi sollazzavo con il tum tum tuuum del contrabbasso sempre regolare di un bel giro di bossanova. E così guardando fuori ho visto Copacabana, ho assaggiato una freschissima Caipirina, e al posto di stivali e jeans mi sono ritrovata una gonnellina e sandaletti perlati.

Oh come mi piace la bossanova, che vorrei suonarci sempre il basso sopra. Oh come non mi piace questo freddo imbarazzante.

Poi arrivo in ufficio e il riscaldamento non funziona.

tum tum tuuum... ziriggidou... tum tum tuuuum.

Dai, va quasi bene così.

18/dic/2009

La nuova collega super gnocca (ma non nel mio ufficio)



Come reagire, quando nell’ufficio del tuo ragazzo/quasi marito arriva il super-passerone / mega gnoccone / extra-figone / stile velina che tutti la guardano e l’ufficio mormora e improvvisamente tutto il personale maschile degli altri uffici si riversa lì e c’è movimento / estasi generale ed è tutto in subbuglio e giro giro tondo casca il mondo?

Ignori, deplori, imprechi, testi, sondi, vaneggi?
Eh?
Che poi sono tranquilla, diciamola tutta.
Ma un zinzinello spiripicchio cicciolino di gelosia ce l’ho pure io.
Mica son perfetta.


17/dic/2009

La classe non è Pepsi.







Di fronte a cotanta durevole perfezione, la pubblicitaria s'inchina. Va mo là.

16/dic/2009

Un pensiero banale



Stamattina scorro veloce le notizie sul web, qui e là. Il mio solito zapping mattutino prima di mettermi al lavoro e concentrare le mie energie sulle parole.
Oltre al povero martire Silvio – che ha decisamente sfondato la mia pazienza con la sua statuetta del Duomo e due denti rotti (almeno gli avessero fatto più male!) – e alle solite notizie sul Natale e Fini e il maltempo, i miei occhi inciampano su una notizia agghiacciante.
E mi si blocca il cuore.
Due senzatetto morti di freddo, per strada.

Ora. Non è la notizia del secolo. Ogni inverno succede. Cosa vuoi che sia? Due disperati sopra a qualche cartone, sporchi e maleodoranti, non hanno passato la notte. Sono morti di freddo. Che ce ne frega? Tanto noi abbiamo la carta di credito e ci crucciamo per trovare il regalo geniale per la cugina. Che ce ne frega? Abbiamo il minipimer che ci frulla le uova e ci prepara l’impasto per la torta. Che ce frega? Arriviamo a casa alla sera e ci buttiamo sul divano arrotolati in un morbido plaid leopardato. Che ce ne frega? Abbiamo un blog super personalizzato che raccoglie le nostre frustrazioni e i nostri pensierini quotidiani.

Morire di freddo per strada.
Morire di freddo.
Di freddo.
Il freddo.

Che pensiero banale, ma come fa male.



07/dic/2009

Ode a Bologna



Bologna, amor mio, che bella sei col profumo di Natale.

La Garisenda e gli Asinelli che pendono ubriache di lambrusco e passanti. L'odore della nebbia, grassa pure lei. I portici addormentati, che, come direbbe Samuele Bersani "tengono in piedi le case, hanno i reumatismi e le artriti di braccia operaie". Solo che a Natale anche loro sembrano tirati a lustro.

Bologna, amor mio, come sei bella e gioviale, ilare e mai snella, brillante e conviviale. Ti guardo stupita come fossi sui miei occhi per la prima volta, ti guardo, ti sento e penso "che fortuna bella averti accanto".

03/dic/2009

Qualcuno conosce un sinonimo di "stronzo"?



Secondo me nella vita basta poco per essere gentili.
Cioè basta, al limite, una neutrale cordialità.

Se io ti chiedo una cosa gentilmente – ma molto gentilmente eh!– tu non puoi rispondermi come se ti avessero appena trivellato il mignolino del piede facendone saltare i legamenti.

Non puoi.
Se lo fai, sei uno stronzo.

Ci sono molti stronzi, in giro. E io, che sono sensibile come un fuscello nella bufera, ancora mi stupisco di quanto gli altri possano essere stronzi. Sto facendo un sacco di ripetizioni, ma in questo caso non riesco a trovare un sinonimo di stronzo.

Se sei stronzo, sei stronzo.

02/dic/2009

La Svizzera (è una bistecca)



Quando pensi alla Svizzera puoi pensare alla bistecca-hamburger, ad una nota stonata (ma solo in certe zone d’Italia) o ad un paese razzista, chiuso e che fa referendum al limite della legalità.

Io preferisco, ora, pensare alla bistecca. Che se no mi vien mal di pancia.

01/dic/2009

Dipendenze indipendenti



Ho smesso di fumare già da un po’.
Insieme a Dario: l’abbiamo fatto contemporaneamente per darci manforte. Era il primo giorno del corrente anno.

Sigaretta, come mi manchi.

Ti penso in ogni istante. Appena sveglia dopo il caffelatte, a metà mattina quando in ufficio puntualmente mi girano le palle, dopo il caffè dell’una e trenta, a metà pomeriggio per attendere la fine della giornata, in macchina verso casa, dopo cena con i jeans slacciati perché sono ingorda, davanti a una birra weiss, con le mie amiche durante le nostre infinite cene, dopo avere fatto l’amore. Mi manchi ogni giorno di più.

Ho provato a dimenticarti con le Galatine, ma dopo un po’ mi viene mal di pancia. E poi sono diventata dipendente anche da loro. E allora sono passata alle Dietorelle, ma c’hanno solo 2 calorie, mica mi gratificano. Ho provato con la radice di liquerizia, ma si sfilaccia in bocca e mi sembra di mangiare la corteccia degli alberi della mia vecchia casa.

Vorrei baciarti un’altra volta, sentirti calda e nebbiosa nei polmoni, amica mia.
Ma il nostro è un amore ostacolato da Dario, maledetto, che invece la tua mancanza non la sente.

Ci rincontreremo, prima o poi?
Dai sigaretta, impara a camminare e posati lieve, ancora una volta, sulle mie labbra.