2 nov 2011

E quindi?


Le borse crollano, il paese è allo sfascio. Lo vedo sfaldarsi e perdere i pezzi: via il tacco, una crepa nel mezzo, la punta a puttane (letteralmente?). E noi ridiamo, viviamo, scriviamo cazzate sui social network, condividiamo canzoni e facciamo finta di niente. Perché gli effetti immediati non ci sono, non li sentiamo, e chissenefrega. La vita d’altronde continua. 
Ma poi? Chiedo per davvero a tutti voi: e poi? Il futuro è un tunnel? Il futuro è un burrone? Che cos’è il futuro? Perché siamo arrivati fin qui? Rimaniamo nella beata ignoranza della quotidianità che scorre e ci culla?

12 commenti:

stefanoSTRONG ha detto...

invece io chiedo a te...il futuro sarà necessariamente peggio, se tutto crollerà?

Calzino ha detto...

StefanoSTRONG, non lo so. A questo punto ogni scenario mi sembra possibile.

Adriana Riccomagno ha detto...

Come ho già scritto su qualche altro blog, credo che l'Italia non fallirà; chiaro che siamo lo stesso nella cacca. Comunque non penso che quello che scriviamo noi potrebbe avere chissà quale rilevanza in proposito. E poi abbiamo bisogno anche di distrarci, mica possiamo lamentarci dalla mattina alla sera di quello che ci sta intorno... Fortunatamente ci sono anche tante cose positive da raccontare!

Calzino ha detto...

Adriana, sono stra d'accordo. Però ci deve essere una sana via di mezzo. Credo che molte persone non siano nemmeno al corrente di quello che sta capitando... tanto alla fine del mese lo stipendio arriva! E chissenefrega, no?

jocker ha detto...

Domande assai difficili le quali credo non riescano neppure a rispondere economisti e analisti mondiali.
Penso si navighi a vista, in attesa degli eventi.
Il futuro? Bella domanda..

Juliet ha detto...

E' una realtà stomachevole. Tutti parlano di politica a qualsiasi ora ed è sempre il solito schifo.
Bisogna combattere, ma come?

Nero ha detto...

E quindi...
almeno qui, su Blogger...
cerchiamo di non immergerci nella solita "cacca" reale,
altrimenti che senso avrebbero i blog? Basterebbe uscire di casa e porre le domande al nostro vicino mentre passeggia il suo cane. No?

Calzino ha detto...

Nero, no. Ognuno sul blog scrive quello che crede.

pOpale ha detto...

Non credo che condividere con un sorriso le proprie paure di questo momento sia inutile o di beata ignoranza. Anche dopo l'era glaciale c'è stato un futuro ... :)

Calzino ha detto...

pOpale, non mi sono spiegata bene forse. Vabbè, son stanca :)

chiara moltoni ha detto...

Io credo che qualcosa succederà. Si tratta solo di capire se si limiterà a toglierci la possibilità di cambiare il telefonino ogni sei mesi... Perchè anche se molte risposte sono un punto di vista soggettivo, finchè abbiamo una qualsiasi forma di assistenza sanitaria, l'Inps continua a pagare le pensioni e aprendo il frigo troviamo qualcosa da mangiare, possiamo ritenerci più che fortunati.
Al di là delle critiche che continuiamo a muovere verso gli altri, a questo punto sarebbe opportuno chiederci: cosa siamo capaci di fare, noi singoli, veramente, dopo cinquant'anni di benessere? - quindi quale scala di mancanze e crisi diventa una misura grave?
Tanti individui formano una società e la società è l'impalcatura dello Stato.
Nell'ingranaggio di un macchinario è importante tanto la singola vite quanto lo scafandro che la nasconde, quindi, a parer mio, dovremmo considerare seriamente come comportarci in caso di crollo perchè sarebbe prima di tutto il crollo di un Pil basato su un sacco di servizi che non producono nulla di tangibile; ma farlo continuando a portare avanti, seppur ridimensionato - una bella analisi di vizi e scale di valori? - ciò che stiamo facendo, solo per attingere e sfruttare le possibilità che ancora abbiamo escogitando un metodo individuale di sopravvivenza.
Perchè la mongolfiera nera dell'economia è ormai sempre più bassa sulle nostre teste e visto che ci siamo lasciati distrarre da così tante cazzate e affini - e se sono riusciti a farlo, i media, è perchè noi gli abbiamo concesso il potere, non avendo più una 'nobiltà' di intenti comuni vista la distanza reale da conflitti e fame - da perdere di vista quelli che sono i bisogni primari e, di conseguenza, ad aver bisogno dell'effimero. Ma direi che per la mancanza di quest'ultimo non è consono parlare di crollo, solo di un ridimensionamento. Io, di economia, a parte quella domestica, non capisco un tubo, ma fortunatamente ho un pezzo di terra davanti a casa e spero vivamente - visto che molti meccanismi, una volta innescati, si autoalimentano e degenerano da soli - di non dover cominciare a piantar patate...
Baci e dita incrociate

la Volpe ha detto...

e quindi mi piace l'intervento di chiara moltoni

al momento sono troppo preso dal caos interno per guardare al di là del mio naso, ma temo di avere lo stesso il polso della situazione

cosa si possa fare per cambiare le cose non lo so, soprattutto perché non ho idea di quale sia la direzione giusta verso la quale andare

in Grecia hanno ottenuto il referendum sulle misure di austerità, lottando: è un bene o un male? già non sapere cosa rispondere a questa domanda, pone problematiche grosse a rispondere a tutte quelle successive

l'unione europea è un orrendo accrocco burocratico: la dobbiamo salvare per forza di cose, perché altrimenti, disuniti, finiremo mangiati da USA, Cina o altre potenze emergenti. ma non con questo capitalismo burocratico-finanziario, non senza mettere le redini a chi specula sul nostro futuro. ci vogliono regole o ci vuole un sistema differente? sarebbe così tremendo impoverirci? non lo so, non lo so, non lo so...