11/feb/2012

Vorrei essere a New Orleans

I miei occhi sono pieni delle sue strade. Sono pieni della sua musica: con le pupille sento ancora le trombe e i tamburi e le corde tese delle chitarre. Con le orecchie assaporo il rumore dei chicchi di riso del Gumbo, con le spezie rosse ad abbracciare il brodo caldo sotto 49° di calore devastante, persi per le strade, così felici.
New Orleans è un albero i cui frutti si raccolgono maturi. New Orleans è un pasticcio di note ed uomini di colore col sorriso e i denti rotti. Ti giri e vedi ancora Katrina negli occhi delle donne, questi occhi grandi che si perdono nell'umido delle paludi e nel jazz che ti segue come un ladro che vuole toglierti l'anima.
New Orleans è un gigante buono, con le mani grandissime che ti sfiorano appena, la barba che gratta e che profuma di sudore e violoncelli.







                                   




06/feb/2012

Parole che... boh

Tipo pleonastico o lapalissiano*.
Che io faccio la figa ogni volta che qualcuno ne infila una in un discorso, ma poi rischio di perdere tutto il resto della conversazione perchè mi perdo a cercare di ricordare cosa vogliano dire.
Anche pusillanime mi fa quell'effetto lì. Tra pisello e anima. Tipo "un'anima da pisello".
O aleatorio.
Io lo so di sapere quale sia la loro vera natura e il loro senso nel mondo, ma devo avere qualche problema di feeling.
Ah, che fino a dodici anni credevo anche che l'arbitro fosse l'albitro e il carcere il calcere.

Però tranquilli, di lavoro scrivo.


*grazie a Queen che ha stimolato questa mia interessantissima riflessione col suo ultimo post.

02/feb/2012

Una non monotona precaria

Egregio Presidente Monti,

sono Calzino, ho quasi 32 anni, sono laureata in Scienze della Comunicazione con Master in Comunicazione d'Impresa e da 7 anni lavoro e cerco di farmi la cosiddetta gavetta nell'ambito che mi compete. Va benissimo.
I miei sono sempre stati contratti a singhiozzo. Prima un progettino da 3 mesi, poi un contrattino a tempo determinato da altri 6, poi ancora un progetto, poi un annetto (che fortuna!), poi un paio d'anni, poi si cambia perchè l'azienda per cui lavoravo da 4 anni (QUATTRO) in vista di una ipotetica assunzione a tempo indeterminato, mi ha detto "non sei più idonea allo sviluppo futuro aziendale".
E allora bene, di certo non mi annoio, mi rimbocco le maniche, cerco altro, lo trovo. Sempre precaria, che a quest'età, e pure donna, che non sia mai! MAI ANNOIARSI CON UNA BELLA SENSAZIONE DI AVERE UN LAVORO SICURO, DI POTER PENSARE A FARSI UNA FAMIGLIA CON UN MINIMO DI PACE NEL CUORE.

"Eh ma guarda che di sti tempi nessuno ha il posto sicuro eh!".
Taci, porca eva, tu che quella parolina magica ce l'hai eccome sul contratto. Non ho mai sentito fare un'affermazione del genere da un precario come me.
Non si può capire come ci si sente ad essere sempre in bilico. E' come avere il cervello strizzato, perennemente a metà. Ti svegli nel cuore della notte pensando che di lì a breve ti scade il contratto. E non ci puoi fare nulla. Nulla. Se non ti vogliono più possono liquidarti con un sorriso. Lavori e pensi che devi dimostrare dimostrare dimostrare, anche troppo, perchè "se poi non mi tengono"...

Egregio Presidente, stavolta ha detto una cazzata così grande che è da stamattina che trattengo le lacrime.
Ci si metta lei nei miei panni. Io devo solo ringraziare marito che ha un contratto NORMALE, grazie a cui ci hanno concesso un mutuo. Perchè le banche, le sue care amiche banche, senza quella parola - "indeterminato" - se ne fregano se noi ci divertiamo da morire con tutti i nostri bei cambiamenti lavorativi che ci fanno divertire un sacco. Le banche vogliono la MONOTONIA di un posto fisso.
Ed è solo un esempio.

Vorrei vedere i suoi figli o i suoi nipoti nelle mie condizioni. Ho come la sensazione che non ci si troveranno mai. Poi parla lei... senatore A VITA.
Respiro. In fondo mi bacio i gomiti: un lavoro, comunque, ce l'ho.
Per qualche mese ancora, poi chissà.

Che gran divertimento, Sig. Monti. L'imprevedibilità di un Calzino precario.
Uh-uh-uhhhhhh.

01/feb/2012

Alaska

Poco ci manca e arriviamo a un metro di neve.
Stamattina sono scesa a guardare Marito che la spalava. Io lo guardavo e facevo da sostegno morale.
Poi ho zampettato qua e là con quella farina accecante che mi arrivava quasi alle ginocchia (giuro) e mi sarei persino buttata per terra a rotolarmi se poi non mi fossi inzuppata anche le ossa. Perchè noi emiliani siamo pronti a tutto, alla nebbia, al grigio, al piatto, ma ai fiocchi no.
Spazzaneve che non passano, gente che non parla d'altro, armadi sprovvisti di indumenti adeguati e scarpe serie idrorepellenti, vicini che non ringraziano se ti spacchi la schiena per liberare anche la loro macchina da quell'inferno bianco.
A noi ci piace l'umido, come in cucina. Il frozen lasciamolo in Alaska o agli altoatesini. E a qualche succoso cocktail estivo.

27/gen/2012

Di cosa è capace un uomo

Purtroppo anche di dimenticare, di negare, di ridurre due gambe vigorose in fragilissimi grissini d'ossa.



25/gen/2012

Dubbi

Questa settimana mi è capitato di parlare di temi pesanti. Definitivi, oserei dire.
Che poi la notte mi rotolo nel letto cercando di capire dove stia il giusto. Perchè da qualche parte deve stare. Non può essere tutto, sempre, opinabile.

EUTANASIA: si, sempre. Io posso decidere di voler continuare a vivere o meno. Posso decidere in quali condizioni andare avanti. In queste si, in queste altre no.

ABORTO: non lo so. Questo argomento non mi fa dormire da quando ho coscienza. Da quando avevo 18 anni con le mie prime esperienze, da quando sentivo di quella conoscente che aveva interrotto la gravidanza perchè il suo bambino era affetto da sindrome di down. "Ah, ma entro i tre mesi non è niente, non è nemmeno una vita". Col cazzo. Ha un cuore che batte, poi possiamo fare finta di niente, ma ce l'ha. 

ELEMOSINA: si, favorevole. Anche se una volta tre rom mi hanno preso a sassate perchè l'euro che avevo dato era "poco". Ricordo ancora di una discussione feroce con uno dei miei più cari amici, che sosteneva, e sostiene, che l'elemosina sia una forma di sostegno alla povertà. Io credo invece che sia un modo per dire "se posso fare per te qualcosa, anche di piccolo, io che sono così barbaramente fortunato rispetto a te, bè lo faccio".

La prossima settimana spero di affrontare casualmente temi come il make-up, la tendenza femminile ad amare le scarpe e, chennesò, la frutta di stagione. 
Sono esausta.

24/gen/2012

La fuffa

Dicesi fuffa tutta quella roba che rientra nella categoria "aria fritta". 
(Ma poi definire la fuffa è complicato).
Io ne produco una grande quantità (non è un gas intestinale, intendiamoci), molta della quale riposa su questo blog, tra riflessioni buttate a caso, immagini improbabili, link che potrebbero stimolare Paperino e Pluto.
Nella vita c'è bisogno di fuffa. Nella giusta misura. Tipo che ultimamente ho a che fare con una persona che me ne rovescia addosso talmente tanta (e di quella più scadente), che non ci si può credere.
Più che fuffa sono stronzate (leggi: balle), ma talmente grandi che secondo me non ci crede nemmeno lei. Vabbè.
E allora vi chiedevo: mi regalate un po' di fuffa gratis? La vostra fuffa preferita.
Qui la mia, che a me fa sempre tanto ma tanto ridere: 


17/gen/2012

No-nonni

No nonni, niente nonni.
La mia vita non ha previsto la presenza di queste figure così importanti (dicono).
I giochi coi nonni, il mare coi nonni, la tv coi nonni, le partite a carte coi nonni, il parco coi nonni, i pranzi la domenica dai nonni.
E pur non avendo avuto la fortuna di vivere questi rapporti immensi, mi mancano.
Mi mancano i nonni che non ho praticamente mai conosciuto o vissuto a dovere.
La cosa un po' triste è che non ci posso fare niente.
Oggi vorrei un nonno da chiamare.
Calzino in versione flebo malinconica mi sta sulle palle pure a me, oggi.
Ma vorrei una nonna da abbracciare e non so come reagire.

16/gen/2012

Quello che non voglio diventare

  • una donna in carriera col tacco e la gonna al ginocchio, che vive per lavorare ed è talmente inacidita che se suda si ossida
  • una madre che cucina ai figli solo sofficini Findus
  • una moglie che alla sera ha sempre mal di testa 
  • una vicina di casa che si lamenta perchè i figli della porta accanto fanno festini ogni sabato
  • una collega stitica che ti aiuta solo se ha un tornaconto di facciata col capo
  • una sorella assente
  • una zia petulante e poco moderna
  • un'amica che parla solo delle vaccinazioni o dei voti a scuola dei figli
  • una figlia stanca e angosciata dalla vecchiaia dei propri genitori
  • una cuoca mediocre e senza stimoli
  • una donna priva di curiosità e voglia di imparare
No ma ho solo un po' di ansia da prestazione.
Un po' soltanto.

12/gen/2012

Hipster

Da wiki:
Il termine è stato riattualizzato negli anni novanta e duemila e ora designa giovani sulla ventina, di classe medio-alta, istruiti e abitanti dei grandi centri urbani, che si interessano alla cultura alternativa - “non mainstream- come l'indie rock, l'elettronica, i film d'autore e le tendenze culturali emergenti. Si professano ottimi conoscitori della lingua inglese e amano appropriarsi dei codici delle generazioni precedenti, ammantandosi di un caratteristico – e piuttosto snob – stile rétro. Si servono in negozi di abiti usati (essi infatti rigettano l'attitudine “ignorante e incolta” del consumatore medio), mangiano preferibilmente cibo biologico, meglio se coltivato localmente, sono vegetariani o vegani, preferiscono bere birra locale (o prodotta in proprio), generalmente la Pepsi alla Coca-Cola, e amano girare in bicicletta. Spesso lavorano nel mondo dell'arte, della musica e della moda e rifiutano i canoni estetici della cultura statunitense. E anche la sessualità predefinita. Non vogliono essere catalogati e eludono l'attualità. Le uniche religioni che tutti gli hipster riconoscono come tali sono i pantaloni attillati e i Wayfarer.


A me queste cose qui mi fanno un sacco ridere.
E ce ne sono talmente tanti in giro di questi super intellectual che ti chiedi chi è il banale e chi l'alternativo.





08/gen/2012

Un feticcio

Ho un feticcio letterario.
In libreria vengo rapita - e provo segni di eccitamento feroce - dalla musica che esce da alcuni titoli.
Tipo che ora sto leggendo "L'inconfondibile tristezza della torta al limone" e credo che l'unico motivo che lo abbia portato sul mio comodino sia proprio la perfezione delle parole che ne compongono il nome.

Ho anche un feticcio artistico: mi fanno impazzire i nudi femminili.
E culinario: deve essere tutto bollente, non riesco a tollerare la gradazione del tiepido. Se mi ustiono, invece, mi sento appagata e felice.

Spero di non essere l'unica deviata.

01/gen/2012

'dodici

Ogni 1° gennaio mi prende questa cosa alla pancia. Guardo il numero sostituito dell'anno appena trascorso e penso che alla fine lo mettiamo in un cassetto con un "-3, -2, -1" sbiascicato o urlato come se niente fosse. 
Siamo degli insensibili cinici.
Fatemi essere ancora un po' buonista e Candy Candy ricordando con lacrime e farfalle questo anno che ci ha abbandonato per sempre.
(melassa glicemia zucchero filato)

Bè, caro undici, sei stato un anno psicotico e dissociato con tendenze nevrotiche, insensibile, spietato e a tratti hai manifestato preoccupanti sintomi di decomposizione avanzata. Ho visto piangere ottanta litri di lacrime che ancora c'è dell'umido, ho ricevuto telefonate agghiaccianti e guardato sguardi di una tristezza così reale che gli occhi in questione sono usciti dalle orbite e mi si sono inginocchiati di fronte cantando un requiem.
E però. 
Però.
Quel 28 maggio che porto al dito e nell'aorta cardiaca.
Dico, ma che storia. E' successo a noi per davvero.

E il 'dodici? Ecco, io e te sappiamo che devi essere clemente.
Sii figo, sii cool, sii buonista come me.
Lascia la cacca a chi scoreggia sul buono che c'è in giro.
Mio neonato 'dodici, riempici di melassa, glicemia, zucchero filato e facciamo anche due babà.
Benvenuto, zuccherino.

28/dic/2011

Imparando le buone maniere

Ci sono un paio di persone, orbitanti nella mia vita, la cui semplice presenza nel raggio di qualche chilometro mi fa scattare la colite fulminante con tanto di rigurgiti e peti. In questi casi cosa bisogna fare? Se per cause di forza maggiore i suddetti individui non possono essere ignorati o eliminati, qual'è la forma più matura di sopravvivenza? Buon viso a cattivo gioco?  Eleganza e savoir faire? Manifestazione di freddezza e distacco?
Ho imparato ad accettare da relativamente poco tempo che nella vita non ci possono piacere tutti, tantomeno piacere a tutti.
Io non ho vie di mezzo: o ti massacro o ti venero.
Quindi? Cosa c'è nel mezzo? Se il solo sentir pronunciare il tuo nome mi fa grattare e spulciare come un orangutan?
Seriamente.

26/dic/2011

Tombola

Non ci posso credere: quest'anno parteciperò ad una tombola natalizia.
Sono così emozionata che do i numeri.

(questa è sottile)

23/dic/2011

Merdy Christmas

Vorrei filmarmi.
Anzi. Vorrei che il mio collega avesse la prontezza di prendere il suo blackberry e filmarmi dalla sua prospettiva. Ora.
La registrazione riporterebbe una trentunenne coi capelli untarelli causa ormoni impazziti, con gli auricolari (di cui uno appena inzuppato nella tazza di tè caldo), che per un minuto piange e per un altro minuto ride perchè sta guardando il video di Mariah Carey "I all want for Christmas is you".
La trentunenne, grazie di cuore all'arrivo del ciclo, si sente come il cane della Mariah vestito da renna. Ah, e prima della Maraia c'era quell'omo felice di George Michael con "Last Christmas". Tragedie e lacrime, chevvelodicoaffà.
Merdy Christmas a tutti.