01 mag 2012

Primo maggio, su coraggio

Quanto mi sono devastata l'anima per la mia condizione di lavoratrice precaria dopo tanti anni di lavoro, davvero non so dirlo. Quanta inappetenza, rabbia, sindrome pre-mestruale, quanti insulti, lotte, elucubrazioni, ipotesi, tentate strategie. Poi a un certo punto inizi a pensare che la tranquillità lavorativa è un miraggio, che forse va bene rimanere sempre su quell'orletto caldo e scivoloso del burrone, che il tuo destino è quello lì.
Primo maggio, su coraggio, che non si sa quanto durerà, ma per ora un lavoro ce l'ho.
Friabile come quel grissino che entrava nel tonno, effimero come un'aurora boreale, fragile come l'ultima fogliolina autunnale su un albero esposto ai venti dei camion della via Emilia.

7 commenti:

Juliet ha detto...

Sì, conviene accontentarsi per ora, ma in bocca al lupo per il futuro :)

Adriana Riccomagno ha detto...

Teniamo duro!

chiara moltoni ha detto...

Dillo a me che, forse vista l'età, da un contratto part time a tempo determinato che dovevo firmare, mi hanno assunta con un contratto a chiamata a tempo determinato, rosicchiando mezz'ore su mezz'ore...
Baci e tempo libero speso a fare pernacchie

pOpale ha detto...

Per fortuna oggi è il 2 maggio.

D'Aria ha detto...

Calzino ci serve forza... dai che ce la facciamo dai.

Giovy ha detto...

Teniamo duro tutti perché, gente mia, è dura

Isabel ha detto...

io ho tanta paura per il mio futuro lavorativo, ma teniamo botta :P