26 feb 2010

Trasloco - parte 1

Ovvero: mon amour che dall’allegra e vivissima Bologna “fa su fagotto” e si sposta nel piccolo paese dormitorio, nebbioso e grigiastro, della provincia modenese. Altrimenti detto anche “paese verticale”, poiché tagliato e sventrato verticalmente dalla fumosa e trafficatissima via Emilia (che comunque, se ci sei nato dentro, la ami).

E allora via di scatole e scatoloni, ricordi da impacchettare, la sua ex che spunta ovunque, polvere, ninnoli, oggetti da salvare e tanti da buttare. Gioia, fatica, entusiasmo, futuro, abbracci, “AMOREEE, E QUESTO LO TENGO?!?!”, frigo da svuotare, magliette antiche e nuovi scontrini, dvd e vhs, libri, tanti libri, fumetti, mioddio quanti fumetti. La tastiera e il pianoforte, 3 computer, 80 chili di passato e 100mila di giorni che verranno.

Paura, uhhh come sudo, ho quasi 30 anni e si va tutti al paese verticale, nella mia vecchia casetta in attesa di poter invadere quella nuova.

E lì saremo cuori e capanne, litigi e confronti, amore e sudore, speranza e vacanza.

24 feb 2010

Divorzio 2.0

La fine di un matrimonio ai tempi di facebook.

"Oh, figliolo, mi ero scordata di dirtelo"
Bè dai, poteva andare peggio.

22 feb 2010

Buon viaggio Eco

Eco, come la ninfa. Diciannove anni di pelo e fusa e corse e miagolii sommessi.
Non credevo che vederti addormentare per sempre fosse così doloroso.

Mancherai al tuo padrone e tremendamente anche a me. Che eri la mia regina da soli tre anni, ma che adesso mi sembrano una vita.

Eco, 1991-2010.

18 feb 2010

Odio

  • quando apro il cassetto della mia scrivania e scopro che le Galatine sono finite
  • gli intellettualoidi che mioddioguardilattivù?!
  • le capacità interpretative di Gigi d'Alessio
  • lo yogurt scaduto anche solo da un giorno
  • i tormentosi malsentimenti di chi polemizza perchè annoiato dalla vita
  • la sfrenata ricchezza ed opulenza
  • le pause pranzo rosicchiate
  • dover decidere per gli altri
  • non essere diventata bassista geniale, scrittrice gioviale, attrice stellare
  • quando mi rinfacciano d'essere sensibile e un pò labile
  • il latte tiepido
  • l'eccessiva educazione a tavola
  • dover finire qui dopo aver capito che potrei anche continuare all'infinito.

15 feb 2010

12 feb 2010

Zadoorian, il tempo, l'ignoranza

Da poco ho scoperto un bravo scrittore. Michael Zadoorian.
Consiglio la lettura di "In viaggio contromano": una coppia di vecchi. Lei ha il cancro, lui l'Alzheimer e stenta a ricordarsi persino il suo nome. Saltano sul loro camper all'insaputa dei figli e partono da Detroit alla volta di Disneyland. Bello, commovente, divertente. Succoso.

E poi c'è "Second Hand", che sto leggendo or ora. La storia di un appassionato di compravendita. Oggetti usati, cianfrusaglie, di tutto.
Ieri sono inciampata in questa sua riflessione, che sento talmente mia da volerla fissare qui.

"Da piccoli possediamo una cosa e da grandi siamo disposti a ricomprarla per cento volte il suo prezzo originale. Crediamo di ricomprare la giovinezza, o l’innocenza, ma in realtà ci stiamo ricomprando l’ignoranza. Vogliamo ricordarci un tempo in cui sapevamo molte meno cose."

9 feb 2010

Le Miss ComandaMenti

Ora giudicherò senza aver esperienza della cosa che sto per giudicare. Non mi piace tanto giudicare cose che non potrei giudicare. Ma c’ho questo pensiero fisso incastrato nella carotide. Non va né su né giù. E quindi giudicherò. Così sia.

L’altro giorno, non so neanche bene per quale strana coincidenza, mi è capitato per ben quattro volte di assistere a chiacchierate tra mamme alle prese coi loro figli alla fine della terza media.
E tutte, giuro tutte, erano contrarie alle ipotetiche scelte delle scuole superiori dei loro ragazzi.

“Ah no, quel liceo proprio no, meglio quell’altro”

“Liceo scientifico?! E dopo cosa lo mando a fare? Il filosofo?!”

“Lingue?! Bah, molto meglio un bel liceo classico”

“Si, si. Alla fine ho deciso che farà ragioneria.”

Io avevo i peli dritti.
Io la scuola me la sono scelta da sola, nella folle immaturità dei miei 14 anni. E ringrazio ogni giorno i miei genitori per avermi dato carta bianca, per avermi dato fiducia incondizionata. Liceo socio-psico-pedagogico, dissi loro. Cosa?! Che roba è? Eppure.

Conosco almeno cinque persone che invece sono state meno fortunate di me e hanno avuto il comandamento dall’alto. Tre hanno mollato a metà strada, le altre due c’hanno messo una vita a raggiungere il diploma.

Quindi insomma, mamme: non è la vostra vita. E’ la loro.
Ed è ora che, forse, inizino a sbagliare anche da soli questi ragazzi ingabbiati in una bolla d’oro, o semplicemente che seguano la strada dei loro sogni, per quanto azzardata vi possa sembrare.

4 feb 2010

Credo nel creativo?

Chi fa un lavoro creativo alzi la mano.
Fare un lavoro creativo è faticoso, soprattutto se sei all'ultimo gradino della scala.
Fare un lavoro creativo è creativo sempre. Cioè devi essere creativo anche per digitare una virgola, fare pipì e portare a spasso il cane.
Fare un lavoro creativo aumenta le probabilità di avere la gastrite.
Fare un lavoro creativo ti fa chiedere ogni giorno perchè hai scelto di fare un lavoro creativo.
Fare un lavoro creativo toglie ore di sonno quando hai un compito creativo da svolgere il giorno successivo.

Però io ci credo, nel creativo. Ci credo e ci crepo.

2 feb 2010

Incollata

Alla gente piace tamponarmi. Dev'essere questo il motivo del mio secondo incidente+colpo di frusta in pochi mesi.
Vabbè che era lunedì e magari non avevo tutta questa sfavillante voglia di andare al lavoro dopo un week end a Pordenone (mi sembrano un pò tristini in quella città), però avrei fatto volentieri a meno di 5 ore di pronto soccorso pieno zeppo di gente caduta sul ghiaccio, di un nuovo collarino, di un male al collo e alla schiena da togliere il fiato, di un'altra trafila di assicurazione/avvocato/meccanico/visite/medicinali.

E allora io vorrei rivolgermi a quel simpatico ragazzo che viaggiava sul suo camioncino ieri mattina, sempre talmente vicino alla mia macchina da potergli contare i brufoli post-barba sul viso, e chiedergli: ma santoddio, c'era un mirino sul paraurti della mia auto? EHHH? Che tu adesso sei a far l'aperitivo, magari, e io tappata in casa con il letto apparecchiato come fosse Natale.
Dueppalle.