04 nov 2010

Amica 1: la Lisabeth

Elisabetta, classe 1981, capelli del color delle carote, ma finti; un naso importante; sopracciglia al limite dell’inesistenza, di un cenerino biondo; labbra carnose che quasi sembrano pompate di botulino made in star system. Una bellezza che arriva dopo un po’, ma che se arriva stende ed ammalia.
Classe impeccabile nella ricerca degli abiti, uno stile filo-londinese, e poi c’è sempre quel dettaglio che le invidio, che penso “ecco, io non l’avrei mai fatto”. Però poi è un dettaglio che assomiglia al sole, che darebbe grazia anche alle spine di un cactus; quella ciliegia brillante che luccica sempre.

Elisabetta che per me è la Lisabeth, la patatamia, la topolandia, una serie infinita di nomignoli che fanno venire la nausea pure a me che li uso.

Lei è ciò che di più vicino c’è ad un prolungamento corporeo della mia persona. E’ un braccio, è l’aorta, è un timpano: con le sue orecchie sento, è la retina sana che non ho, è la risata leggera che sfonda la rabbia. Io davvero non so se la riesco a descrivere questa nostra amicizia.
Forse c’è riuscita lei con un sms mandato qualche mese fa dopo una serata, di quelle nostre e solo nostre, che recintano il mondo da tutto l’esterno.
“Sei il mio rapporto più vero, semplice, costruttivo e ispiratore… Io stasera avrei voluto fermare il tempo e liberarci da ogni vincolo morale per poter continuare a parlare all’infinito di ogni tutto e di ogni niente come solo con te posso fare. Ti amo.”

Eh, la amo anche io questa ragazza un po’ sfortunata, a cui è stato tolto tanto, ma che lei si è ripresa con dignità, lacerandosi le unghie per aggrapparsi a questa vita che a tratti aveva solo l’odore della fine.

Testarda, permalosa, poco accomodante, madonna quanto poco, miliardi di volte faccio a fatica a dirle no. E' che insieme siamo così tanto una cosa sola che il confine non c’è più. Non c’è più, non c’è più.

Io mi invidio da sola quando penso a cosa siamo.
Lei è la mia benedizione più sacra.


13 commenti:

una NANA qualunque ha detto...

ti invidio anche io

peccato non poter vedere che gli occhi di quella foto
mi hai incuriosita tantissimo :)

Ellys...o meglio Martina ha detto...

Bello quello che hai scritto! mi hai commosso e mi fai pure invidia ecco! avere un rapporto così è una benedizione hai ragione e lo dice una che di fregature ne ha prese tante pure troppe.

D'Aria ha detto...

sei fortunata, davvero..

Maria Ianniciello ha detto...

Bello, condivido cosa ha scritto Martina. Ti invidio...

siberia ha detto...

bello questo post :)
sei fortunata, ma anche la tua amica lo è.. :D

IRENE ha detto...

è una cosa bellissima, e ti capisco fino in fondo, e mi rendo conto di quanto siamo privilegiate, perchè anche io posso dire altrettanto...però credo che non sia stato solo un regalo del cielo poter incontrare sulla propria strada una persona del genere...certo, c'entra tanto il caso e la fortuna, ma anche la pazienza e la volontà di darsi tutto senza riserve, nel bene e nel male...e si sa che quando ci mettiamo così nudi di fronte a un altro si è totalmente indifesi, e si deve essere in grado di mettere la felicità dell'altro davanti a tutto anche quando ti ferisce e ti fa maledettamente incazzare, e mica tutti ne hanno voglia davvero fino in fondo...

Anonimo ha detto...

Generalmente sono critica, molto! Il tuo post, al contrario, ha spento ogni mio istinto acido! Devo purtroppo ammettere che è una dedica bellissima, e lo so che è riduttivo. Ma d'altronde da un Toro ci si aspetta questo e molto altro ancora! Posso chiederti che segno è la tua amica? Stilo statistiche personali..la mia metà è Vergine, e si complimenta a sua volta

Calzino ha detto...

Anonimo: e tu cosa ne sai che io sono Toro?! pazza blogosfera.

Anonimo ha detto...

Me l'ha detto la mia amica (l'avrà letto, suppongo)! io ti risposto, adesso tocca a te!

Calzino ha detto...

Non parlo con gli sconosciuti, e manco con le Elene o simil cloni, m'annoia

Elene ha detto...

Il tuo è un blog e ci sta che ad intervenire siano anche sconosciuti, no? Mi pare che tu ti sia agitata troppo.

Anonimo ha detto...

Che bello è. Poter vivere e condividere, fuori dal tempo e dal luogo. Crearseli, essere in due il qui ed ora, senza orologi né cartine (digitale, ahinoi) a ricordarci quanto il contesto ci sfugga. Violentemente dentro, è amore.

da Ho sempre un mandarino in esubero.

Eta ha detto...

"Io mi invidio da sola quando penso a cosa siamo." Hahaha, anche io ogni tanto penso questa cosa.

Sai, Calzino, una delle classiche critiche che si fanno al brodo che cola dal web 2.0 ha a che fare con tutti quei blog di gente che parla solo dei cazzi suoi. Hai presente? «Cosa me ne frega a me di come ti sei svegliato!» e cose così.

Per carità, di merda inutile ce n'è tanta, in giro, sicuro. Ma quella si relega al, magari, voler aggiornare amici, e chiusa lì, non c'è niente di male, in fondo. Il web è ancora illimitato, direi.

Ma poi ci sono perle come te.

Be', indubbiamente te parli dei calzini tuoi, dico bene? Magari qualche eccezione qua e là, però...

Ebbene, ma quanta roba autobiografica abbiamo letto/ascoltato/visto/... anche dai più grandi - e quanto ci ha appassionato?

Di qualunque cosa scrivi, tu sai scrivere. Saranno calzini tuoi, ma rapiscono.

Brava, calzino.

Che bello leggerti. :)