29/apr/2010

"Cagar le viole"

Espressione un po’ volgarotta e non da “signorina” quale sono, ma non riesco a trovare forma migliore per esprimere il buon lavoro che ho fatto in ufficio in questi ultimi giorni. Insomma, sono stata bravina.
Voglio dire, a tutti, almeno una volta, sarà capitato di cagar le viole con soddisfazione, no?
Un profumino…


26/apr/2010

Inutile

Penso a tutte le cose che potrei fare e che non faccio. A quante lamentele di zucchero filato, piagnistei materialisti e futili pensieri. Se ognuno di noi sparasse meno cazzate e agisse di più, allora sarebbe un mondo migliore. O per lo meno più vivibile. Tutti partigiani dovremmo essere. E non burattini dipendenti dagli oggetti e da un profondo senso di possesso.

Oggi mi faccio schifo.

22/apr/2010

Au ar iu? Aim fain zencs.

Quando creo devo scarabocchiare, scrivere, paciugare un foglio bianco.
In questi ultimi giorni mi sono resa conto di avere fogli interi di scritte in inglese maccheronico. Cioè di frasi in inglese nell’esatto modo in cui si pronunciano.
E la cosa preoccupante è che non mi accorgo di nulla.
Des is terribol. Is mai maind going crezi?!

19/apr/2010

Soddisfazioni

Vedere un vecchietto col cappello e tante grinze sulla pelle discorrere di partigiani e resistenza con un ragazzo nordafricano che lo ascolta e controbatte e domanda. Una panchina, la piazza del paese, domenica mattina di inizio primavera, due mondi distanti che si avvicinano, si annusano, si studiano.
Io, davvero, sarei rimasta a guardare e ad ascoltare per un giorno intero. Una scena di una brillantezza che faceva salire le lacrime agli occhi. Avrei voluto abbracciare tutti e due, fortissimamente e a lungo. Tu, vecchio, con gli occhi persi all’orizzonte e tu, ragazzo di chissà quale paese e passato, che ascolti, rifletti e magari pensi che nonostante tutto anche l’Italia era, è e sarà sempre semplicemente bella.

14/apr/2010

VaticAno

E vorrei non dire altro.

Pur essendo praticante (ma profondamente anticlericale), c'ho un fermento di acida rabbia nella pancia che se esplode ci imbratto la stanza, il quartiere, la città e l'Emilia Romagna intera.

13/apr/2010

Amica?

Un’amica che va e che viene. Letteralmente, così.
Adolescenza affrontata insieme, scuola, ragazzi, le chiacchiere, filosofeggiare nei parchi.
Poi i caratteri sono diversi, lei se ne va in un’altra città, lontana per anni. Vicine, distanti, litigi e scazzi, io son meglio di te, te sei meglio di me, siamo amiche oppure no? Voglio vederti, anzi anche no. Ormai sono anni che va avanti così.
Poi lei titorna qui, al paesello. Le dico che mi manca, voglio vederti o non voglio vederti? Lei con eleganza mi scansa e io ancora ci soffro.
Idiota, io, a considerare sempre l’amicizia cosa nobile più dell’amore.

12/apr/2010

In verità

È sempre questione di mediare, sorridere, velare, sfumare.
Quando, invece, tutto quello che vorrei fare sarebbe intonare un sonoro, chiaro e limpidissimo ma vaffanculo.

05/apr/2010

Pipo

, ovvero Federico che sta per nascere.
Pipo che ti abbiamo aspettato 9 mesi, la pancia dell'Antonella abbracciare centimetri settimana dopo settimana. E adesso che stai per arrivare in questo mondo idiota, pazzo ed ubriaco io sono così emozionata e sognante che non ho parole per descrivere quanto già ti voglio bene.
Dai Pipo, dai. Che qui fuori c'è bisogno anche di te per far ridere la terra...

02/apr/2010

Cuba


Bisogna esserci stati per capire cos’è.

Addormentarsi con la voce impastata di Fidel ogni sera alla televisione, i colori delle case, i volti pacifici e segnati dal sole, le tessere per avere la porzione di cibo della settimana. E’ vero, brandelli di comunismo. Giusto o sbagliato? Però lì nessuno muore di fame, assicurato. L’istruzione funziona a meraviglia. Cose belle, cose brutte. Libertà di pensiero e di parola, poca.


Però c’è la musica, ovunque.

Trafigge, impregna, devasta. Bambini e vecchi decrepiti, tutti hanno in mano uno strumento, tutti ti fanno ballare, per le strade, nei locali, sulla spiaggia. I sapori sono veri, ti sembra di mangiare per la prima volta. I mercati, le vecchie macchine americane degli anni ’60, che ti chiedi come cazzo fanno a camminare ancora. L’aria, il colore del mare, il verde delle foglie degli alberi, che un verde così non l’hai visto mai.

E poi Santa Clara, Ernesto Guevara e il suo Mausoleo, la rivoluzione, la politica, i sogni. Cuba è una lama.