29/ott/2010

Lasciatemi una canzone

Se passate di qua lasciatemi una canzone, che sia un titolo o un link, quello che volete. Poi magari mi dite perchè, basta una riga.
Ho bisogno di prospettive che non siano le mie.

Ah, grazie.

28/ott/2010

Prendete e imparatene tutti

opportunismo [op-por-tu-nì-smo] s.m.

*1 Comportamento di chi si adegua alle circostanze mirando a trarne comunque profitto; disponibilità a compromessi per ottenere un tornaconto personale: o. politico


*2 sport. Capacità di sfruttare con prontezza le occasioni impreviste e gli errori o le distrazioni degli avversari: l'o. di un calciatore

27/ott/2010

Torino

Forse è il momento di parlare di Torino. In realtà non sono sicura che sia proprio questo il momento di parlare di Torino. Perché solo scrivere “parlare di Torino” mi fa salire la nausea. Fortissima, poi. Però è da affrontare questa Torino, nonostante la grandine che mi scende nell’ipofisi al suo solo pensiero.

Torino. Quasi 3 anni e 7 mesi che la rivedo solo nella mia testa. Il Quadrilatero, la Gran Madre, tutti i lampioni che ho fotografato fino allo sfinimento, e poi Piazza Statuto, la punta della Mole, la gente della Fiat, gli autobus lucidi di notte, il bicerin e i gianduiotti sciolti, i chioschi di girasoli, Grom, i balconi di via Garibaldi, la pizza di Amici Miei. Le facce grigie, le strade grigie, i parchi verdi, il Valentino rosso, la neve coi riflessi. Sto per vomitare tutto.

Forse non esistono più, se io non li vedo. Scendo sul piano solipsistico e traccio un confine a matita tra me e le Alpi.
E’ che Torino non mi fa male per quello che ci ho vissuto. Mi fa male perché mi manca e sono vigliacca, e non ho il coraggio di tornarci, e mi sento come una madre, credo, che ha abbandonato un figlio e poi passano i giorni e gli anni e non ha più il coraggio di cercarlo o rivederlo, che fa male, troppo male, e il sudore si fa ghiacciato come inox.

Arriverà il giorno in cui prenderò il treno e con Olivia al collo tornerò in quei posti a piangere e ridere e sentire dolore e sentire calore.

Solo una città che non sto più vivendo. Con tutto quello che ci ho infilato dentro, lunghe file di perline e sassi colorati.

Esorcizzo la follia, Torino mia.

26/ott/2010

Il mio amore adolescenziale

You can't hold it too tight
These matters of security
You don't have to be wound so tight
Smoking on the balcony





25/ott/2010

Cose a caso

Il cervello iperattivo. Di averlo – ma nelle zone sbagliate – l’ho sempre saputo.
Un caro amico sta per aprire una nuova attività e mi ha chiesto di trovarne il nome. In sostanza un bel lavorino di naming a tutti gli effetti per la sua nuova agenzia di PR a Milano. Tutta notte ho vomitato nomi, incosciamente, e ogni mezz’ora mi svegliavo per annotarli a matita sul legno del comodino. Ora sto agonizzando di sonno, mi sento confusa, spossata, la testa che pulsa tum tum tum. E il comodino sporco.

La potenza della lingua. Due delle cose che odio di più al mondo differenziano di una sola lettera. Cimici&Cinici. Ci dev’essere un germoglio di senso.

La pelle d’oca.
Mi viene raramente, e per i motivi più disparati. Sabato sera ho avuto male alle braccia perché i peli non scendevano. Erano le voci di un coro gospel a 25 teste: grazie.

La fotografia. Sto cercando di imparare. Tutto tranne che semplice o immediato. Ma ci metto piezz’e’core. Che la mia costanza sia premiata, ce lo auguriamo.

23/ott/2010

Covo

Mi chiedo perchè, tra i milioni di case che ci sono nel mondo, proprio la mia sia un covo di cimici. Fobia fobia fobia.
Solo stamattina ne ho uccise sei.
E mi si abbassa il karma.

Oggi imbraccio la mia reflex a catturar altro che non sia un triangolino verde che non è nemmeno capace di volare. Per fortuna.

22/ott/2010

Giunge l'ora

Se solo tu sparissi, creatura immonda e viscidissima, io credo che la qualità dei giorni e delle notti assumerebbe i contorni di un biscotto artigianale zenzero e cannella.
Ora invece tu, essere vivente plasmato da putridi scarti corporali, rendi tutto scivoloso e color ruggine stantìo. Ribrezzo perenne, costante smarrimento.
Caleranno le quinte del tuo gioco, un giorno. E sarà eccitante vederne il profilo della fine.

21/ott/2010

Per non ricevere il "libro" di Silvio

Andate alla pagina

http://www.governo.it/scrivia/scrivi_a_trasparenza.asp

e copiate il testo seguente:

Con riferimento all 'annuncio del Presidente del Consiglio On. Silvio Berlusconi di inviare ad ogni famiglia italiana il libro "Due anni di governo" , mi preme comunicarVi che desidero assolutamente NON RICEVERLO,
essendo un mio diritto in base alla legge per la tutela della privacy n. 675/1996 ed il relativo D.P.R. n. 501/1998, nella fattispecie articolo 13 comma e), e che la spesa relativa che si risparmierà venga messa a disposizione del Ministero della Pubblica Istruzione e/o del Ministero della Sanità.
Ringraziando per l ' attenzione porgo distinti saluti,

Firma

20/ott/2010

Cose che fanno bene

Ho un amico non vedente, non ci vede dalla nascita perché l’hanno messo in incubatrice senza protezione sugli occhi. Occhi sani e belli, funzionanti, perfetti. Poi un errore umano devastante glieli ha portati via. Ecco, ora, questo mi sembrerebbe sufficiente per essere incazzati vita natural durante con tutti, con tutto, per sempre e oltre. E invece lui, al buio da quasi 40 anni, è solo a tratti un po’ abbacchiato, come tutti, che anzi siamo sempre lì sull’orlo della depressione.
Chissà poi per cosa, tavolta.

Insomma, questo mio amico – che ha sempre avuto un po’ paura della solitudine, quella vera – ora è felicemente sposato. Ed è successo tutto in pochi velocissimi mesi, come un lampo di nonluce, arrivato a portare un arcobaleno in scala di grigi nella sua esistenza.
Che ciliegina, a volte, la vita.

19/ott/2010

Lodo Alfano retroattivo

e mi viene il retro vomito.

Io continuo a meravigliarmi di tutta questa cacca che ci cresce intorno, dentro, di fianco.
Impreco e mi passa l'appetito. Poi penso che qualcuno l'ha votato, questo governo, e allora la prendo in ridere, che mangiare mi piace da impazzire e lo stomaco chiuso è un terribile spreco di goduria.
Evviva l'Itaglia.

E via che si va



(da qui: http://s738.photobucket.com/albums/xx26/meltymoon/?action=view&current=smiley-work.jpg)

17/ott/2010

Di più

Entrare in un luridissimo ristorante sotto porta a Bologna, con le luci al neon, il pavimento scivoloso, un vecchio poster di Madonna alle pareti.
Consultare un menù unto, ingiallito, vecchio, sfibrato, logoro.
La tovaglia malmessa, l'odore di 1970 nell'aria, le sedie sdrucite.
Ordinare tortellacci di zucca e sentire sciogliere il passato, il presente e il futuro dentro alla bocca, la consistenza di un rivolo di velluto, lo stupore di un sapore che credevi sepolto.
Ci sono queste cose, che arrivano e ti sfiorano. Ed è tutto chiuso tra le loro pareti.

13/ott/2010

Così è Bologna

un incrocio di schifo e meraviglia, e lì, esattamente a metà, la mia città.






11/ott/2010

Rughe e gorgonzola

Mentre faccio i conti con le mie prime impercettibili rughe - soprattutto sulla fronte, che sembro un attraversamento pedonale - affondo il dispiacere della mia pelle non più giovane in un panetto fresco di gorgonzola piccante.
Così, dopo le rughe, scriverò un post anche per i rondelli adiposi che mi colorano i fianchi.

Dico io, aver trent'anni è un turbinio di rese dei conti.

09/ott/2010

Basia Bulat

Ho appena scoperto questa cantantessa canadese che mi ha fatto rizzar la pelle in un quarto di secondo.
Consiglio caldamente (se il folk non v'ammoscia).

05/ott/2010

Ammè, me piaaaasce

  • La perfetta temperatura del caffelatte al mattino: mi capita di rado, ma quando la trovo mi sento felice e saltellante. E’ bollente ma non ustionante. Mi si riempono gli occhi di lacrime al solo pensiero.
  • La risata di mio nipote, che ride raramente, ma quando lo fa colma qualsiasi cosa, come maionese che si infila negli spazi vuoti di un hot dog.
  • Leggere. Prima di dormire, avvolta in un panno, in auto alla mattina mentre aspetto i passi lenti del serpentone in coda sulla via Emilia. Ogni libro che leggo è un ritaglio incrostato che assomiglia ad una fuga. Fuga fuga fuga fuga. Fuga e foga tra le righe.
  • Condividere serate alcoliche, chiacchierose, confidenzial-cazzaronissime con i miei amici. In particolare con le donne, che sono la Lisabeth, la Ceci, la Chiara, l’Erica, l’Anto, la Polla, l’Alais, la Fra. Ognuna di loro ha dentro qualcosa che mi appartiene e mi cesella. Se mi togliessero anche solo una di loro sarei un calzino bucato, monco e maleodorante.
  • L’Amoredellamiavita, così diverso e così dentro ad ogni qualsiasi, ad ogni qualunque, ad ogni chicchessia, ad ogni dove, ad ogni perchè.
  • I passaggi, quelli ciclici. Il passaggio dallo stivale all’infradito, dai rami marroni ai rami verdi, dalla mezza manica alla canotta, dalle lenzuola che sanno di tante cose a quelle che odorano solo di chimica e lavatrice.
  • Programmarmi il week e lasciarmi impregnare dalle mostre, dai concerti, dal cazzeggio, dal vino buono, dall’organizzazione di cene in compagnia, dagli acquisti, dai pensieri.
  • Ritagliarmi qualche momento di totale “ci sono io e basta”: può essere anche solo un minuto al giorno. Mentre tutti fanno pausa caffè io rimango in scrivania e ci vado quattro minuti dopo. O tapparmi dentro di me, con le cuffie, sul tapis roulant, e non salutare nemmeno chi conosco. O ancora chiudere una serata mezz’ora prima degli altri e godermi l’abitacolo e la strada verso casa.
  • La polenta, magari con la panna fresca. Il prosciutto crudo. Ma anche il pollo alla birra con le patate che si impregnano di luppolo. Quello che non riesce a fare il cibo, ditemelo.
  • Le piccole cose, come dare una moneta ad un poveretto che incrocio per strada. O parlare con un barbone, chiedergli come va, se ha bisogno di qualcosa. Un odore particolare, una bella immagine, una nota stonata che fa sorridere, una foglia secca, un cane che fa pipì. Piccole piccole piccole.

01/ott/2010

Gergalmente "scope nel c..o"

Ovvero un'espressione piuttosto colorita per identificare quelle persone tutte gnè gnè gnè, che sorseggiano spumante d'annata, drittissimi sulle loro schiene massaggiate di fresco (da qui l'effetto scopa), vestiti da gran gala, commentando azioni, obbligazioni, il nuovo ultimo hobby ("ho riscoperto il piacere delizioso dell'arte del disegno", parole testuali).

Ieri sera mi sentivo una cornacchia tra i cigni, mentre di nascosto ingurgitavo parmigiano reggiano affogato nel nostro migliore aceto balsamico.
Guardavo distratta qualche opera, rifuggivo sguardi interrogativi, saltellavo da un banchetto all'altro con evidente e malcelatissimo imbarazzo. Alla prossima occasione del genere, forse, dovrò comprarmi un nuovo mocio vileda. Chissà.