pum!
Casa mia è risaputamente un porto di mare, gente che va, gente che viene, cene in terrazza, brindisini, 'ssse famo du spaghi, dai resta a dormire!, aperitiviamo, saliamo in mansarda, grigliatino d'estate, beviamo un vinello.
Però quest'anno, forse, abbiamo esagerato. Mezza compagnia emiliana e mezza delegazione dolomitica chiusa nel nostro salottino: 16 teste mature e 2 bambini.
meno3, meno2, meno1: se non soffochiamo prima, causa eccessiva vicinanza, allora buon 2011.
30/dic/2010
28/dic/2010
Amica 4: Chiaretta
Lei è tutto un groviglio di fili, a tratti colorati, a tratti in bianco e nero. Sfuggevole, sfuggente, fuggitiva, ancora devo cogliere il succo di cio che lei è dentro.
Succo dolce, succo aspro, succo che sa di storie e vecchi libri belli che non hanno mai un finale. Succo che c’ha un sacco di sapore. Le voglio bene come si vuol bene a un primo amore, che ancora non conosci, che aspetti di sgusciare, che tocchi con i guanti, che non conosci le reazioni, né le azioni.
Chiara, è vero, ma anche scura, di quel tono grigio mare che che sa di inverno, di partenze, di stupore.
Succo dolce, succo aspro, succo che sa di storie e vecchi libri belli che non hanno mai un finale. Succo che c’ha un sacco di sapore. Le voglio bene come si vuol bene a un primo amore, che ancora non conosci, che aspetti di sgusciare, che tocchi con i guanti, che non conosci le reazioni, né le azioni.
Chiara, è vero, ma anche scura, di quel tono grigio mare che che sa di inverno, di partenze, di stupore.
27/dic/2010
Stordimento
Allucinazioni da Natale regali scartamento di pacchetti auguriiiii ma che bel cappotto! tortellini tortellini tortellini baci e abbracci bailamme casino festa spumante.
22/dic/2010
21/dic/2010
Arricchendomi
Lei 60 anni compiuti, una vita sfortunata, un figlio morto a 20 anni, un impegno sincero nelle prime file di LC quando ancora la politica aveva dignità e coraggio; lui che arriva nella vita di lei nel momento più desertico e arido, tedesco dai capelli scompigliati, pittore di fama mondiale, una persona ricca dentro, immensa, pacata, che sa fare tutto, che ha mollato la quotidianità per fuggire in questo buco di mondo strombolano che ti mangia le vene di meraviglia, con due stracci addosso, a coltivare la vite, a fare il pane, il falegname, il pescatore, il contadino, disilluso dalle logiche artistiche del mondo malato degli anni ’70.
Mi sono sentita dentro a un vecchio film, in questa casetta di campagna di legno chiaro, tutta costruita a mano, pezzo per pezzo, piena di quadri alle pareti da rimanere a mascelle slogate, l’amore, la complicità, la vita che scorre, piccole piante in una serra, c’era tutto un universo di stupore che mi prendeva la gola, e sono uscita quasi piangendo tanta è stata l’emozione di condividere una fetta di tempo con queste due persone. Ringrazio le forze divine che mi hanno fatto incrociare G. e D., è tutto nello stomaco che fermenta, certe serate sono da incorniciare con filo spinato di margherite, platino e follia.
Mi sono sentita dentro a un vecchio film, in questa casetta di campagna di legno chiaro, tutta costruita a mano, pezzo per pezzo, piena di quadri alle pareti da rimanere a mascelle slogate, l’amore, la complicità, la vita che scorre, piccole piante in una serra, c’era tutto un universo di stupore che mi prendeva la gola, e sono uscita quasi piangendo tanta è stata l’emozione di condividere una fetta di tempo con queste due persone. Ringrazio le forze divine che mi hanno fatto incrociare G. e D., è tutto nello stomaco che fermenta, certe serate sono da incorniciare con filo spinato di margherite, platino e follia.
20/dic/2010
ventidicembre
La vita scivola via come un foulard di seta sottile e nonostante il suo passare silenzioso, certe date sono colla. Cambiano le etichette dei file della memoria, cambia l'insiemistica dei cerchi, c'è condensa e nebbia e odori che non riconosci, però giri lo sguardo e le rivedi.
Che piccola che eri, cara Federica. E adesso che sei piccola un po' meno, che si fa?
16/dic/2010
Con un poco di zucchero
Come ha notato Endriu, che è sempre molto attento e sensibile, ultimamente mi sto un po’ disedulcorando. E allora, soprattutto per la gioia del mio pubblico cinico silenzioso, vorrei donare un po’ di melassa gratuita, di quella che incolla, creando nausee e rigurgiti.
Vorei dire che ci sono alcuni blog a cui io voglio molto bene.
Certo, Calzino vuole bene a tutti i blog che legge, ma a questi ha proprio regalato un carpaccio di cuore.
Grazie di esserci,
ogni giorno.
Vorei dire che ci sono alcuni blog a cui io voglio molto bene.
Certo, Calzino vuole bene a tutti i blog che legge, ma a questi ha proprio regalato un carpaccio di cuore.
Grazie di esserci,
ogni giorno.
15/dic/2010
Sforzo immane
Come quando sei stitico e ogni appuntamento col water assomiglia a una gara di sollevamento pesi.
I paragoni con la cacca sono il mio forte, da sempre.
Comunque, sto facendo un sforzo immane per controllare la mia istintività, questa costante esigenza di tutto-subito-ora-tanto se ci penso di più non cambia nulla.
Quante martellate sulla colonna vertebrale mi sono presa, talmente forti da farmi toccare l’asfalto con il naso. Che buono però il suo odore.
Così ora respiro e incollo il culo alla sedia prima di alzarmi, sollevo il peso, lo calibro, lo riappoggio e rifletto. Sto facendo fatica, è uno stupro, io non sono così. Ma qui, in questo global world che sa di cose finte, se non ti adegui ti schiacciano come una mosca d’agosto.
O mi verrebbe anche un altro paragone, efficace, calzante e marrone.
I paragoni con la cacca sono il mio forte, da sempre.
Comunque, sto facendo un sforzo immane per controllare la mia istintività, questa costante esigenza di tutto-subito-ora-tanto se ci penso di più non cambia nulla.
Quante martellate sulla colonna vertebrale mi sono presa, talmente forti da farmi toccare l’asfalto con il naso. Che buono però il suo odore.
Così ora respiro e incollo il culo alla sedia prima di alzarmi, sollevo il peso, lo calibro, lo riappoggio e rifletto. Sto facendo fatica, è uno stupro, io non sono così. Ma qui, in questo global world che sa di cose finte, se non ti adegui ti schiacciano come una mosca d’agosto.
O mi verrebbe anche un altro paragone, efficace, calzante e marrone.
13/dic/2010
La saggezza dei proverbi
Sto facendo un lavoro in cui mi serve elaborare creativamente alcuni proverbi.
Li scorro tutti, sono migliaia.
Poi inciampo in questo.
"Meglio avere il culo gelato che un gelato nel culo".
Giuro, lui mi mancava.
Li scorro tutti, sono migliaia.
Poi inciampo in questo.
"Meglio avere il culo gelato che un gelato nel culo".
Giuro, lui mi mancava.
12/dic/2010
Ricetta rivista
Spadello e cucino e spadello e mi sale questo rigurgito di malinconiaportamivia che sta per sbrodolare sul fumante tajine di pollo rubato ai segreti di Marrakech.
Continuo ad affettare, rimestare, sminuzzare, annusare e rimandare indietro ampolle di lacrime al sapore di cumino.
Io non lo so perchè questo fondo di brasato sbruciacchiato all'aroma di nostalgia non mi abbandona mai, nemmeno quando mi sento sinceramente felice. Forse mi hanno programmato per assorbire i raggi gamma di tristezza che ci sono nell'aria.
Io credo sia tutta una questione del tempo che passa. Vedo mio padre sempre più stanco e mio nipote sempre meno bambino, vedo gli amici svoltare sulla carreggiata della vita che chiama, mia madre in preda alla menopausa e le mie mani che non sono più così maliziose come quando avevo diciott'anni.
Il Tajine sta per bruciarsi.
Vado a spegnere questa fiamma di sospiri.
08/dic/2010
Eddie Vedder e le lacrime
Scopro così, per caso, che MTV passa un concerto acustico dei Pearl Jam, in onda proprio ora, adesso, qui. Prendo il pc, lo accendo e inizio a scrivere sotto fiumi di lacrime, non vedo più nulla, c'è solo un gomitolo di mal di stomaco ed emozioni, la voce di Eddie che mi trapana la carcassa della testa, quella voce quella voce quella voce,
la vorrei sintetizzare
metterla sotto formalina
mangiarla con le orecchie
ascoltarla con le mani.
Eddie Eddie, cosa fai ai risvolti del mio io, non lo capisco ma lo adoro.
Sei una seria dipendenza.
la vorrei sintetizzare
metterla sotto formalina
mangiarla con le orecchie
ascoltarla con le mani.
Eddie Eddie, cosa fai ai risvolti del mio io, non lo capisco ma lo adoro.
Sei una seria dipendenza.
La casa
Questa cuccia che sa ancora di vernice, le pareti dal colore un po' retrò, io e te e noi e quello che c'è fuori non esiste.
Sto bene qui, non c'è nient'altro.
Sto bene qui, non c'è nient'altro.
07/dic/2010
Ma
gli atei perchè festeggiano il Natale?
Seriamente. Perchè si fanno i regali?
Cosa festeggiano se non credono che Cristo sia nato?
Oggi mi arrotolo in questo pensiero: non sopporto più il plasticoso bailamme natalizio pieno di regali, cicici e cococo, facciamo l'albero, preparo il panettone.
La vuotezza più piena del mondo, l'ipocrisia che ci avvolge come la pastella di un fritto misto all'italiana.
(lo so che è colpa del pre-flusso, lo so.)
Seriamente. Perchè si fanno i regali?
Cosa festeggiano se non credono che Cristo sia nato?
Oggi mi arrotolo in questo pensiero: non sopporto più il plasticoso bailamme natalizio pieno di regali, cicici e cococo, facciamo l'albero, preparo il panettone.
La vuotezza più piena del mondo, l'ipocrisia che ci avvolge come la pastella di un fritto misto all'italiana.
(lo so che è colpa del pre-flusso, lo so.)
06/dic/2010
E' qui la testa?
No, è rimasta mozza sul comodino a guardare il piumone che fuma ancora caldo, con una lacrima a mezza via che si chiama lunedì.
Che due grosse palle, la routine.
Che due grosse palle, la routine.
02/dic/2010
Under pressure, no depression
Il miglior antidepressivo è La Feltrinelli.
Entro, un minuto di assestamento da sindrome di Stendhal, colgo volumi a caso come fiorellini di campo, esco e saltello per il centro con la mia borsina rossa e grigia.
Poi alla sera un bicchier di vino rosso lasciato decantare.
Voglio alcolizzarmi di cose belle.
Entro, un minuto di assestamento da sindrome di Stendhal, colgo volumi a caso come fiorellini di campo, esco e saltello per il centro con la mia borsina rossa e grigia.
Poi alla sera un bicchier di vino rosso lasciato decantare.
Voglio alcolizzarmi di cose belle.
01/dic/2010
Il corso di fotografia
che più di insegnarmi a fare scatti corretti, mi ha fatto incontrare una persona oltremodo speciale.
E’ Zuppa di Zucca, una ragazza dai capelli rossi e un po’ eccentrica che mi ha rapito il cuore, in una sorta di corteggiamento d’amicizia come solo a quindici anni.
Danze, inchini, casquet, noi vogliamo proprio conoscerci, sembravamo dirci. Io lo so che lei è una gemma rara, che se buttiamo il seme nella terra dei nostri trent’anni ci nasce un cespuglio selvatico di nome amicizia e soprannome follia, lo so che se diamo da bere alle radici di questa pianta arancione i suoi rami si riempiranno di bacche allucinate come la nostra natura.
Ma che bello, cercare di imparare a fare fotografie e portare a casa questa persona.
Non c’è scatto che regga il malsano paragone, questo è sicuro.
E’ Zuppa di Zucca, una ragazza dai capelli rossi e un po’ eccentrica che mi ha rapito il cuore, in una sorta di corteggiamento d’amicizia come solo a quindici anni.
Danze, inchini, casquet, noi vogliamo proprio conoscerci, sembravamo dirci. Io lo so che lei è una gemma rara, che se buttiamo il seme nella terra dei nostri trent’anni ci nasce un cespuglio selvatico di nome amicizia e soprannome follia, lo so che se diamo da bere alle radici di questa pianta arancione i suoi rami si riempiranno di bacche allucinate come la nostra natura.
Ma che bello, cercare di imparare a fare fotografie e portare a casa questa persona.
Non c’è scatto che regga il malsano paragone, questo è sicuro.
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