28/giu/2011

Super poteri

Sceglierei senza dubbio quello dell'invisibilità.
Ma anche il teletrasporto.

Oggi esser Calzino m'annoia.

23/giu/2011

22/giu/2011

Matura

Dodici anni fa c'ero io, là, china sul mio tema Ungarettiano.
Dove sono stata tutto questo tempo?

anzi...

ma che cacchio ho fatto in tutto questo tempo?!

Social people

A me la via Emilia mi* stimola, credo che un po’ si sia capito.
Prima pensavo al nostro bisogno di esserci, di ritagliarci uno spazio visibile a tutti, come per dire “hey, io ci sono, sono qua, mondo ascoltami, amici guardatemi”. E allora giù di flickr e feisbuc e mille blog, tumblr e via così. Tutti questi social cosi, che critichiamo ma da cui dipendiamo in maniera imbarazzante.
E la cosa bella è che c’è davvero di tutto.
Il militante politico che scrive e parla e imposta status solo su decreti legislativi, ultimi rumors, scandali e ministri. Lui, che snobba qualsiasi altra forma di intrattenimento che non provenga da Roma ladrona, o dalla Ruby di turno. Poi quelli in minoranza, almeno nel mio giro, filo destroidi, che puntualmente vengono massacrati.
Poi c’è quello che scrive due parole e le riempie di ottocento punti esclmativi. Non parliamo di quelli che hanno il bisogno impellente di aggiornare tutti su quello che hanno fatto, che stanno facendo e che faranno nel prossimo immediatissimo futuro. E poi i blog criptici, che non ci capisci niente, ma niente proprio, e le collection di foto abbinate a stralci di canzoni, gli ammassi di cazzate sparse, come nel mio caso credo, senza capo né coda.
Gli spazi malinconici, quelli cinici, i minimali e quelli extra conditi come la Quattro Stagioni.
Tutti diversi e tutti uguali: questo nostro bisogno di conferme, di smentite, di digitalizzare i pensieri.
A me, tutto questo e quello che verrà, un po’ mi spaventa.

* a me mi, a me mi piace molto usarlo.

20/giu/2011

Quando muore una bocca

ed è quella di Clarence Clemons, allora ascolti l’assolo di sax di Jungleland di Bruce e senti le gambe di pasta frolla. Quando muore una bocca così, ringrazi le centinaia di ore registrate che quella bocca ce l’hanno ancora, ce l’avranno sempre e la rendono viva nei secoli. Basta un play ed è tutto come prima. Quando muoiono dita sulla chitarra, quando muore una voce, quando muoiono mani su una batteria, allora è lì che attacchi il jack all’ampli della memoria e i pensieri diventano pentatoniche di nebbia.


Addio Big,
not even dead... tonight in jungleland.

17/giu/2011

Precarietà

Noi precari siamo l'Italia peggiore.
Noi che non sappiamo se il mese prossimo potremo ancora lavorare, che ti senti col futuro un po' strozzato. Noi che vorremmo tanto, ma non possiamo, non dipende da noi.
Caro Brunetta, se fossi in te un po' mi vergognerei.
Perchè la nostra non è assenza di voglia, è solo assenza di potere.
Deficiente.

13/giu/2011

Quattro si

prendete e godetene tutti!

Son soddisfazioni.
Fiera di essere dentro a quel 57.

10/giu/2011

Godooooo

sì...

sì....
sììììììììì..

sììì ì ì ì  ìì


Andate a votare e godete.

06/giu/2011

Molto ma molto miele

Non capita tutti i giorni di sposarsi.
Non credevo fosse possibile amarlo più di così, questo mio meraviglioso marito matto, e invece lo guardo e mi ci perdo attraverso, in quella infinita grandezza che dentro al suo corpo tutta non ci sta.
Non è vero che dopo il matrimonio non cambia niente. Io ho una roba pazzesca al dito e un filo indistruttibile che viaggia morbido e folle dal mio ventricolo al suo atrio. Un filo nero come il buio che magari attraverseremo, bianco come i capelli che la vecchiaia insieme ci pianterà sulla testa, rosso come le ferite, il sangue che cola, rosso come il tappo della bic con cui scriveremo ogni giorno uno nel cervello dell’altro.
Pronti a tutto, pronti al peggio al meglio allo schifo ai fischi agli inchini.

Devoto al ferro, devoto a te, silenziosa sgusci in ogni angolo del mio cuore e crei giardini pieni d’oro e d’argento intorno a me*.

Ho finito la melassa.
Sipario.

* faceva più o meno così una poesia bellissima scritta sulla porta del bagno del Link, famoso locale alternativo bolognese. Ho sempre pensato che fosse scritta da una persona fottutamente e perdutamente innamorata. Se la trovo ve la posto tutta, perchè è così bella che vi troverete a leccare le vostre lacrime in religioso silenzio e stupore.