Ci sono un paio di persone, orbitanti nella mia vita, la cui semplice presenza nel raggio di qualche chilometro mi fa scattare la colite fulminante con tanto di rigurgiti e peti. In questi casi cosa bisogna fare? Se per cause di forza maggiore i suddetti individui non possono essere ignorati o eliminati, qual'è la forma più matura di sopravvivenza? Buon viso a cattivo gioco? Eleganza e savoir faire? Manifestazione di freddezza e distacco?
Ho imparato ad accettare da relativamente poco tempo che nella vita non ci possono piacere tutti, tantomeno piacere a tutti.
Io non ho vie di mezzo: o ti massacro o ti venero.
Quindi? Cosa c'è nel mezzo? Se il solo sentir pronunciare il tuo nome mi fa grattare e spulciare come un orangutan?
Seriamente.
28 dic 2011
26 dic 2011
Tombola
Non ci posso credere: quest'anno parteciperò ad una tombola natalizia.
Sono così emozionata che do i numeri.
(questa è sottile)
Sono così emozionata che do i numeri.
(questa è sottile)
23 dic 2011
Merdy Christmas
Vorrei filmarmi.
Anzi. Vorrei che il mio collega avesse la prontezza di prendere il suo blackberry e filmarmi dalla sua prospettiva. Ora.
La registrazione riporterebbe una trentunenne coi capelli untarelli causa ormoni impazziti, con gli auricolari (di cui uno appena inzuppato nella tazza di tè caldo), che per un minuto piange e per un altro minuto ride perchè sta guardando il video di Mariah Carey "I all want for Christmas is you".
La trentunenne, grazie di cuore all'arrivo del ciclo, si sente come il cane della Mariah vestito da renna. Ah, e prima della Maraia c'era quell'omo felice di George Michael con "Last Christmas". Tragedie e lacrime, chevvelodicoaffà.
Merdy Christmas a tutti.
Anzi. Vorrei che il mio collega avesse la prontezza di prendere il suo blackberry e filmarmi dalla sua prospettiva. Ora.
La registrazione riporterebbe una trentunenne coi capelli untarelli causa ormoni impazziti, con gli auricolari (di cui uno appena inzuppato nella tazza di tè caldo), che per un minuto piange e per un altro minuto ride perchè sta guardando il video di Mariah Carey "I all want for Christmas is you".
La trentunenne, grazie di cuore all'arrivo del ciclo, si sente come il cane della Mariah vestito da renna. Ah, e prima della Maraia c'era quell'omo felice di George Michael con "Last Christmas". Tragedie e lacrime, chevvelodicoaffà.
Merdy Christmas a tutti.
22 dic 2011
Fobie piccine
Quando ero piccola avevo paura di essere rapita e portata in Aspromonte, con tanto di orecchio tagliato, impacchettato e spedito fresco fresco (caldo caldo?) ai miei genitori disperati, incollati a telefono e tv.
Ogni volta che guardavo Lo Squalo ero terrorizzata e non volevo fare la pipì per paura che uscisse il pesciaccio dalla tazza del water e mi mangiasse la mia preziosa patata.
Avevo anche paura che ci fossero perdite di gas notturne e che i miei diventassero zombie.
E poi mi chiedono perchè sono ansiosa.
Ogni volta che guardavo Lo Squalo ero terrorizzata e non volevo fare la pipì per paura che uscisse il pesciaccio dalla tazza del water e mi mangiasse la mia preziosa patata.
Avevo anche paura che ci fossero perdite di gas notturne e che i miei diventassero zombie.
E poi mi chiedono perchè sono ansiosa.
20 dic 2011
Nane e Pesci Volanti
Qualche giorno fa ho conosciuto la Nana e la Eta.
Dopo anni di parole e blog e mail, finalmente le ho abbracciate, spupazzate, guardate. Un altro cartoccino di emozioni buono e goloso come fosse stato pieno di patate fritte che scottano le dita.
Ci ho messo un po' a trovare le parole giuste per descrivere queste due artiste pazze meravigliose eclettiche stupende infinite... che poi se non fossi già sposata ci farei pure un pensierino. Molto ma molto love per loro. Incontri così sono rari.
Noi, Bologna, un flusso ininterrotto di chiacchiere davanti ad una cioccolata calda in cui abbiamo annegato paure-pensieri-speranze-bocconi di biografie. Tre cretine senza macchina fotografica (io senza SD e la Nana, fotografa professionista - andate a vedere sul suo blog che cacchio di talento pazzesco - aveva proprio scordato a casa la macchina).
Per fortuna Eta aveva il taccuino su cui disegna e io mi sono persa dentro alla sua sensibilità, al suo estro a dir poco geniale. In ogni cosa che ritrae ed esce dalle sue mani ci sono i suoi occhioni fotonici che ti parlano e quasi cantano. Eta è una sirena buona, e chissà se se ne rende conto. Così spontanea e piena di cose che vorresti rubargliele tutte.
E la Nana? che ti ascolta con un'attenzione e una partecipazione che ti scaldano il cuore. Così folletto e piccina, l'avrei tenuta stretta stretta tra le braccia tra un sorso di cioccolata e l'altro.
Bello. Solo bello.
il trio
Dopo anni di parole e blog e mail, finalmente le ho abbracciate, spupazzate, guardate. Un altro cartoccino di emozioni buono e goloso come fosse stato pieno di patate fritte che scottano le dita.
Ci ho messo un po' a trovare le parole giuste per descrivere queste due artiste pazze meravigliose eclettiche stupende infinite... che poi se non fossi già sposata ci farei pure un pensierino. Molto ma molto love per loro. Incontri così sono rari.
Noi, Bologna, un flusso ininterrotto di chiacchiere davanti ad una cioccolata calda in cui abbiamo annegato paure-pensieri-speranze-bocconi di biografie. Tre cretine senza macchina fotografica (io senza SD e la Nana, fotografa professionista - andate a vedere sul suo blog che cacchio di talento pazzesco - aveva proprio scordato a casa la macchina).
Per fortuna Eta aveva il taccuino su cui disegna e io mi sono persa dentro alla sua sensibilità, al suo estro a dir poco geniale. In ogni cosa che ritrae ed esce dalle sue mani ci sono i suoi occhioni fotonici che ti parlano e quasi cantano. Eta è una sirena buona, e chissà se se ne rende conto. Così spontanea e piena di cose che vorresti rubargliele tutte.
E la Nana? che ti ascolta con un'attenzione e una partecipazione che ti scaldano il cuore. Così folletto e piccina, l'avrei tenuta stretta stretta tra le braccia tra un sorso di cioccolata e l'altro.
Bello. Solo bello.
il trio
Eta rules
Calzino secondo Eta. Talmente vero che non ho voluto che lo finisse. E' già perfetto.
14 dic 2011
Cinguettando disastri
Per lavoro ho iniziato a usare Twitter. Prima lo aprivo solo una volta ogni tre mesi.
Insomma, direi di aver scoperto l'acqua calda: è potentissimo, mi fa quasi paura.
Sai tutto sempre, subito, ora, condensato in quelle tre paroline che a volte fanno un male cane, come una carie che è arrivata al nervo.
Tipo che in un attimo scopro che la spesa media per l'adozione di un bambino è di 11.370 euro.
Undicimilatrecentosettanta euro per togliere un bambino dall'orfanotrofio e dargli una dose di amore quotidiano.
Ci rendiamo conto?
Vi prego, ditemi che non sono l'unica idiota con gli occhi sgranati e la tachicardia come se mi fossi fumata un trombone ripieno di squisitezze jamaicane. Vi prego.
Insomma, direi di aver scoperto l'acqua calda: è potentissimo, mi fa quasi paura.
Sai tutto sempre, subito, ora, condensato in quelle tre paroline che a volte fanno un male cane, come una carie che è arrivata al nervo.
Tipo che in un attimo scopro che la spesa media per l'adozione di un bambino è di 11.370 euro.
Undicimilatrecentosettanta euro per togliere un bambino dall'orfanotrofio e dargli una dose di amore quotidiano.
Ci rendiamo conto?
Vi prego, ditemi che non sono l'unica idiota con gli occhi sgranati e la tachicardia come se mi fossi fumata un trombone ripieno di squisitezze jamaicane. Vi prego.
9 dic 2011
La nuova collega
Io c'ho una nuova collega che è uno spettacolo.
Non si finisce mai di incontrare persone che meravigliano.
Belle robe, proprio belle, queste.
Non si finisce mai di incontrare persone che meravigliano.
Belle robe, proprio belle, queste.
8 dic 2011
Christmas panic
Quest'anno per la prima volta abbiamo adottato misure anticrisi.
In famiglia niente regali di Natale: solo al nipote (che tra le altre cose ha fatto un secondo tema di italiano e stavolta ha preso 7. Bello della zia).
Anche perchè, come ogni anno, per me che sono cristiana (anticlericale) e praticante, vedere questa gente che si affanna a fare trilioni di regali e spendere tanti soldi, per festeggiare non si sa bene cosa, insomma, mi fa stare male. Mi fa venire il magone, la romella, il batticuore, mi fa porre tante domande, anche e soprattutto su di me, su questo consumismo che talvolta mi prende e mi chiude la vena. Soldisoldisoldi compracompracompra.
Poi lo so che il Natale è una tradizione anche pagana, un'occasione per stare coi propri cari e tutte queste cose stupende, però magari non è che stiamo esagerando?
Quindi il portafoglio stavolta resta chiuso, ringrazio i miei santi per essere così miracolata e fortunata, regalo un anno di asilo nido ad un bambino keniota, un sorriso a chi amo, le mie solite cazzate e calzinate a profusione, e invito tutti voi a pensare anche a chi il Natale lo passa per strada, all'ospedale, in overdose, in Congo, in Burundi, nei sobborghi di Limerick, in un centro della Caritas, in una fogna di Roma, in un orfanotrofio.
Non sono solo parole, è tutto vero.
Lontano,
ma
vero.
In famiglia niente regali di Natale: solo al nipote (che tra le altre cose ha fatto un secondo tema di italiano e stavolta ha preso 7. Bello della zia).
Anche perchè, come ogni anno, per me che sono cristiana (anticlericale) e praticante, vedere questa gente che si affanna a fare trilioni di regali e spendere tanti soldi, per festeggiare non si sa bene cosa, insomma, mi fa stare male. Mi fa venire il magone, la romella, il batticuore, mi fa porre tante domande, anche e soprattutto su di me, su questo consumismo che talvolta mi prende e mi chiude la vena. Soldisoldisoldi compracompracompra.
Poi lo so che il Natale è una tradizione anche pagana, un'occasione per stare coi propri cari e tutte queste cose stupende, però magari non è che stiamo esagerando?
Quindi il portafoglio stavolta resta chiuso, ringrazio i miei santi per essere così miracolata e fortunata, regalo un anno di asilo nido ad un bambino keniota, un sorriso a chi amo, le mie solite cazzate e calzinate a profusione, e invito tutti voi a pensare anche a chi il Natale lo passa per strada, all'ospedale, in overdose, in Congo, in Burundi, nei sobborghi di Limerick, in un centro della Caritas, in una fogna di Roma, in un orfanotrofio.
Non sono solo parole, è tutto vero.
Lontano,
ma
vero.
7 dic 2011
Scusi, cercavo un paio di calzini.
Sono giorni un po' così, tra il nero e l'azzurro, tra il giallo e il
non pervenuto.
Mi guardo a lungo e vedo un calzino che cambia colore come un
camaleonte con la labirintite: senza equilibrio, coi recettori
ubriachi, un po' traballante.
Mi sveglio dopo notti sudate e cinematografiche: apro gli occhi e mi
vedo color della cacca ed un buco sull'alluce, poi arriva improvvisa
una colata di righe colorate, è pranzo. Passan le ore e sono un
collant ricamato e smagliato (sbagliato?), poi tremila pois, filo di
scozia, gambaletto demodè, parigina focosa, tubolare infeltrito.
Forse diventare grandi è proprio questo. Cambiare e non capire,
osare e aver paura, tentare ed arrancare.
5 dic 2011
Non profit solare
Non dimenticherei nemmeno che in Florida c'è il Lemur Conservation Fundation.
Non facciamoci mancare maaaai nulla.
Non facciamoci mancare maaaai nulla.
Non profit polare
Lavorando ora nel mondo del non profit cerco di studiare tutto lo scibile sull'argomento.
Tipo che in Alaska c'è una non profit organization per la prevenzione del suicidio.
Cioè, il suicidio, capito? Sarà colpa del freddo e dell'isolamento geografico, ma che tristezza pensare che in certi luoghi questi problemi sono tangibili e all'ordine del giorno. Come in Emilia la prevenzione dell'ipercolesterolemia.
In Alaska la gente è più triste?
Io l'ho sempre detto che bisognerebbe vivere ai caraibi con le pinne, fucile ed occhiali.
Tipo che in Alaska c'è una non profit organization per la prevenzione del suicidio.
Cioè, il suicidio, capito? Sarà colpa del freddo e dell'isolamento geografico, ma che tristezza pensare che in certi luoghi questi problemi sono tangibili e all'ordine del giorno. Come in Emilia la prevenzione dell'ipercolesterolemia.
In Alaska la gente è più triste?
Io l'ho sempre detto che bisognerebbe vivere ai caraibi con le pinne, fucile ed occhiali.
1 dic 2011
Qui
Ricordo bene quando ho scattato questa foto. Sarei rimasta a fissare quei cartelli per almeno un paio d'ore.
Ora vorrei essere lì, cioè qui, sotto alle indicazioni con gli occhi sgranati, così piena di adrenalina che avrei avuto da venderne a un'intera squadra di football prima di una finale mondiale.
'ndo 'nnamo?
Ora vorrei essere lì, cioè qui, sotto alle indicazioni con gli occhi sgranati, così piena di adrenalina che avrei avuto da venderne a un'intera squadra di football prima di una finale mondiale.
'ndo 'nnamo?
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