31/gen/2011

L'ilarità dei colleghi grafici

Calzino: per favore mi pulisci un po' questa foto? (tra l'altro uno scatto super romanticone).
E' così bella, peccato rovinarla con il casino che c'è sullo sfondo.
Collega grafico: ma certo, passami pure la foto.

Ecco il risultato. Anzi, i risultati.
Stavo per affogarmi dalle convulsioni.




Nb: ovviamente anche la quinta di tette che mi ha piazzato al posto delle mie piccolette è pura fantasia (ma forse non dovevo dirlo).

27/gen/2011

Facciamo che non dimentichiamo


E mi chiedo, ogni volta, se sia successo per davvero.
Oltre ogni umana immaginazione e ipotesi di dignità.

26/gen/2011

Frustrazione

Ragiono sulle possibili nonché infinite manifestazioni della frustrazione.
Io divento permalosa come un macaco.
E sto combattendo con altrui aggressività.

Fatica faticona.

21/gen/2011

Orgogli e tecniche di seduzione

Non perché è mio nipote e ci assomigliamo moltissimo e abbiamo seriamente gli stessi occhi e lo stesso naso francese, non perché è il bambino più bello, tranquillo ed ubbidiente d’Italia, non perché porta il mio stesso cognome... ma oggettivamente Niccolo’, quasi 11 anni (il 29 febbraio, che c’è solo ogni 4 anni, poi ditemi che non è speciale) è davvero un gran figo di bambino.
E qualche giorno fa lo vedo nascondere furtivo l’ultima pagina del quaderno d’italiano (dimenticavo: è anche brillante a scuola, le maestre lo riempiono di baci continuamente).
Gli chiedo “Nico, cosa fai?”. E lui “Eh, zia, non voglio che guardi l’ultima pagina” (...la trasparenza dei pargoli!).
Come mettere il lupo nella tana dell’agnello, insomma. E così aspetto che si metta a tavola con la nonna che lo riempie di tortellini e mi fiondo diretta sull’ultima pagina famigerata.
Con scrittura paffuta e smaccatamente femminile vedo la dichiarazione d’amore made in quinta elementare più bella della storia.
“Sei carino, sei OK, sei il fidanzato che vorrei”.
Anche la zia, penso.
Che figo mio nipote, dio santo.

19/gen/2011

Schizofrenica

Ringrazio le riflessioni di D’Aria che mi hanno portata qui.
Oggi il solo suono della parola accondiscendenza mi produce conati di vomito e picchi di temperatura. E così anche condiscendente, comprensivo, indulgente, tollerante.
Ma più di tutti sono incazzata nera con l’accondiscendenza eccessiva, la carineria, le farfalle che volano, pizzi e merletti.
Sono incazzata con tutti, anche con il nostro Presidente del Consiglio, di cui il solo digitare il nome mi fa infuocare la tastiera; sono furente con la totale assenza di impermeabilità del mio io in queste giornate di nebbia.
E a proposito di nebbia, ieri sera ho guidato per 30 km in un muro bianco di condensa, è stato giocare a mosca cieca, giuro, il vuoto percettivo. C’eravamo io e lei, la nebbia, di cui conosco così bene ogni reazione da volerle quasi bene. Poi il suo odore mi eccita. Chiedilo a un pugliese, chennesò, o a un romano. Mica la possono amare la nebbia loro.
Oggi sono sulle montagne russe. Anzi, sulle montagne risse.
Sono proprio incazzata.

18/gen/2011

Gravi Danze

Riflessione estemporanea e senza senso, me ne rendo conto.

Ma tra le ingiustizie della vita ci sono anche quelle di chi vorrebbe disperatamente un figlio e non ci riesce.
Se siete donne, innamorate, ancora senza figli e con le ovaie in attività, capirete questo pensiero svolazzante.
Altrimenti, forse, anche no.

17/gen/2011

Lasciatemi un libro

Se passate di qui lasciate a Calzino il titolo di un libro.
E magari una riga sul perché dovrei leggerlo. IL vostro Libro.
Dopo le canzoni di qualche mese fa, grazie a cui ho scoperto gruppi e cantautori meravigliosi, è il turno delle parole.

Merci beaucoup.

14/gen/2011

Pokerino

Stasera finalmente entrerò nel Circolo degli Eletti del Poker.
Non so bluffare, le mie capacità strategiche colano lacune da tutte le parti, non mi piace nemmeno tanto giocare a carte, non riesco a prevedere mosse, tantomeno a gestire le mie. Io sono tutta istinto e chissenefregafacciocosì.
Ma stasera poker sia, butto giù una pastiglietta di Acutil Fosforo per memoria e concentrazione; giuro che cercherò di capire tutte le regole e i miliardi di postille, sfumature, must e ghirigori.
Al limite mi tuffo nel vino.
E che la sorte sia con me.

12/gen/2011

Tutti copywriter

Sono tutti capaci di fare il mio mestiere, guarda un po’.

E allora voglio andare a pelare patate.
Chi viene con me a pelare patate?
Voglio pelare patate almeno una settimana al mese.
Mi chiedo a cosa serve specializzarsi e studiare millemila anni se poi tutti sono improvvisati geni.

Patate, patate, è la soluzione.

10/gen/2011

Mantra delle 12.14

Io non ho fame Io non ho fame Io non ho fame Io non ho fame Io non ho fame Io non ho fame Io non ho fame Io non ho fame Io non ho fame Io non ho fame Io non ho fame Io non ho fame Io non ho fame Io non ho fame Io non ho fame Io non ho fame Io non ho fame Io non ho fame Io non ho fame Io non ho fame Io non ho fame Io non ho fame Io non ho fame Io non ho fame Io non ho fame Io non ho fame Io non ho fame Io non ho fame Io non ho fame

06/gen/2011

Ricordissimi

25 anni, laurea fresca, semi ubriaca tutte le sere, perfeziona la lingua, Brighton che bella che sei e come stavamo bene in mille in quel piccolo appartamento, certe cose non tornano più e io piango pensando che va bene così.

Bentornata sindrome premestruale.


05/gen/2011

Le prime volte

Dicono: una coppia rischia di scoppiare quando non ha più prime volte da affrontare insieme. E in effetti, chennesò, dopo 9 anni, le prime volte scarseggiano assai.
La prima cena, il primo mare, il primo risotto, la prima sbornia, la prima condivisione dello stesso spazzolino, il primo cinema, la prima spesa, il primo tradimento, il primo virus, il primo insulto.
E e e e.
E sta lì, allora, la chiave.
Rendere speciali le seconde, meravigliarsi di nuove stupide prime, far risplendere le ultime.

04/gen/2011

Notturna

è la mia angoscia.
Devo avere un sensore nascosto da qualche parte, che si incastra tra sogni e fase rem, e mi fa spalancare gli occhi nel cuore della notte. Poi lì, stretta nel mio intrigo di lenzuola, spero che la tachicardia lasci il posto alla solita monotonia ritmica; respiro, ascolto l'angoscia e i suoi giri di walzer; allungo la mano in cerca di certezze. La mattina l'interruttore si spegne: è tabula rasa, sorrido pensando "sei un'idiota".
Poi di nuovo ritorna la notte e, silente, lo stesso nerissimo film.
Insomma, soffro di ansia notturna e di giorno son la serenissima.
Vado a preparare i funghi surgelati.